Tennistica
intendiamoci, ma tant'è quella conta per noi. La Nalba è arrivato al capolinea,
troppo carico di acciacchi per continuare a lottare con ragazzini assatanati e
per tentare operazioni di recupero lui che mai è stato uno Stacanov
dell'allenamento e mai si è distinto per un fisico scultoreo, sfoggiando
fieramente una pancia che suggeriva qualche asado e qualche birra di
troppo.
Non mi metterò a
snocciolare dati e statistiche sulla carriera, chè ci sono tanti a farlo e anche
molto meglio di me. Mi limiterò a dire che finirà ricordato come uno dei
migliori tennisti argentini all-time, di sicuro uno tra i giocatori più completi
e talentuosi a non avere mai vinto un titolo dello Slam (l'unica finale, giunta
a sorpresa e troppo presto, non ebbe storia a Wimbledon contro Rusty Hewitt al
suo meglio, lontano 2002), ma con scalpi eccellenti e numerosi (scherzò Nadal
più volte indoor) e non sempre in tornei minori, aggiudicandosi un Master di
fine anno in finale con il Federer del trienno cannibale
(2005).
Il carattere non
sempre facile lo porta ad alcune frizioni interne (con Palito soprattutto) nel team di Davis, che ha avuto per anni il potenziale per vincere la sospirata
insalatiera e mai è riuscito nell'intento. Lascia quindi con
qualche rammarico non più risolvibile per ovvie ragioni anagrafiche ma
soprattutto fisiche, troppi gli infortuni affrontati in questi anni e una spalla
ormai fuori uso.